Guida pratica per famiglie ospitanti in Italia

Come ospitare un au pair straniero in Italia

Tutto quello che una famiglia italiana deve sapere prima di accogliere un au pair: documenti, differenze tra cittadini UE e non UE, regole organizzative, assicurazione, durata del soggiorno e controlli da fare prima dell’arrivo.

Famiglie ospitanti Italia Au pair UE e non UE Approccio prudente e aggiornato

Che cos’è un soggiorno au pair in Italia

In Italia l’au pair non dovrebbe essere trattato come una normale collaboratrice domestica a tempo pieno. L’idea di base è uno scambio culturale: la persona straniera vive presso la famiglia, aiuta in modo limitato nella routine quotidiana e riceve vitto, alloggio e una paghetta concordata. Per questo è fondamentale mettere per iscritto mansioni, orari, giorni liberi, uso della camera, pocket money e corso di lingua.

Cosa dovrebbe offrire la famiglia

  • Camera privata adeguata e accesso ai servizi della casa.
  • Vitto completo e condizioni di vita dignitose.
  • Tempo libero reale, giorni di riposo e orari chiari.
  • Supporto per l’integrazione linguistica e culturale.

Cosa definire per iscritto

  • Data di inizio, durata del soggiorno e periodo di prova.
  • Compiti consentiti e compiti esclusi.
  • Numero di ore settimanali e giorni di riposo.
  • Importo della paghetta e spese coperte.

Cosa evitare

  • Usare l’au pair come babysitter o colf a tempo pieno.
  • Accordi solo verbali o troppo vaghi.
  • Ingresso in Italia senza controllare il titolo corretto di soggiorno.
  • Promettere “si sistema tutto dopo” senza base ufficiale.

Au pair proveniente da un Paese UE / SEE / Svizzera

Per i cittadini dell’Unione europea e, in pratica, anche di SEE e Svizzera, la situazione è di norma più semplice. Non si parte da un visto, ma dal diritto di soggiorno e dalla corretta registrazione in Italia se la permanenza supera i 3 mesi.

Percorso più semplice

Cosa deve sapere la famiglia ospitante

  • Per soggiorni brevi normalmente non serve il visto.
  • Se il soggiorno supera 3 mesi, il cittadino UE deve richiedere l’iscrizione anagrafica al Comune.
  • La famiglia dovrebbe preparare un accordo scritto au pair da esibire se richiesto.
  • È utile verificare in anticipo copertura sanitaria e codice fiscale, se necessari per attività quotidiane.
  • Bisogna chiarire da subito pocket money, ore di aiuto, privacy e giorni liberi.
Documenti consigliati

Documentazione da avere pronta

  • Carta d’identità o passaporto valido dell’au pair.
  • Accordo scritto tra famiglia e au pair in lingua comprensibile a entrambe le parti.
  • Indirizzo dell’alloggio e dichiarazione di ospitalità, se necessaria nella pratica locale.
  • Prova di copertura sanitaria idonea o indicazioni sull’assistenza applicabile.
  • Eventuale documentazione richiesta dal Comune per soggiorni oltre 3 mesi.

Au pair proveniente da un Paese fuori dall’UE

Qui la famiglia deve essere molto più prudente. In Italia esiste il riferimento al collocamento alla pari, ma il caso concreto va controllato prima dell’arrivo con le autorità competenti o con la rappresentanza consolare italiana del Paese di partenza.

Prima dell’arrivo

Controlli indispensabili

  • Verificare se l’au pair necessita di un visto nazionale di lunga durata o di altro titolo coerente con il soggiorno previsto.
  • Controllare quali documenti chiede il consolato italiano competente nel Paese di residenza dell’au pair.
  • Preparare un accordo au pair dettagliato: durata, compiti, paghetta, vitto, alloggio e condizioni di studio della lingua.
  • Controllare se dopo l’ingresso deve essere richiesto il permesso di soggiorno entro i termini di legge.
  • Valutare la copertura sanitaria: polizza e/o iscrizione volontaria al SSN, secondo il caso concreto.
Punti delicati

Dove le famiglie sbagliano più spesso

  • Confondere l’au pair con lavoro domestico ordinario.
  • Acquistare il biglietto prima che il consolato confermi il percorso corretto.
  • Non verificare se il titolo d’ingresso consente davvero il soggiorno previsto.
  • Non organizzare la fase successiva all’arrivo: dichiarazioni, appuntamenti, permesso di soggiorno, assicurazione.
  • Usare modelli trovati online senza adattarli alla situazione reale.
Attenzione: per i cittadini non UE non basta dire “viene come au pair”. La famiglia dovrebbe verificare prima della partenza quale visto o procedura sia applicabile nel caso concreto, quali documenti servano e se dopo l’ingresso occorra richiedere un permesso di soggiorno. In caso di dubbi, conviene controllare il portale ufficiale dei visti, il consolato italiano competente e la Questura / Sportello Unico per l’Immigrazione territorialmente competente.

Procedura consigliata per la famiglia

Questa sequenza aiuta a ridurre errori, ritardi e problemi documentali.

1

Valutazione iniziale

Definite età dei figli, compiti consentiti, numero di ore, pocket money, durata e data desiderata di arrivo.

2

Verifica giuridica

Controllate il Paese di cittadinanza dell’au pair: il percorso per una cittadina francese non è lo stesso di una candidata brasiliana o filippina.

3

Accordo scritto

Scrivete un accordo chiaro con compiti, ore, riposi, alloggio, pocket money, regole di casa e data di termine.

4

Organizzazione arrivo

Pianificate registrazioni, dichiarazioni, assicurazione sanitaria, codice fiscale e gli eventuali adempimenti post-ingresso.

Checklist pratica per famiglie ospitanti

Usa questa lista prima di confermare l’abbinamento con l’au pair.

Checklist generale

  • Abbiamo definito con precisione cosa chiediamo all’au pair.
  • Abbiamo preparato una camera privata e condizioni di alloggio adeguate.
  • Abbiamo scritto un accordo con orari, pocket money e giorni liberi.
  • Abbiamo chiarito lingua parlata in casa, regole, uso di internet, auto e ospiti.
  • Abbiamo un contatto d’emergenza e un piano per le prime settimane.

Checklist documentale

  • Abbiamo verificato se la persona è cittadina UE o non UE.
  • Abbiamo controllato il percorso ufficiale di ingresso e soggiorno.
  • Abbiamo raccolto i documenti richiesti prima della partenza.
  • Abbiamo verificato assicurazione sanitaria / SSN / polizza applicabile.
  • Abbiamo pianificato gli adempimenti da fare dopo l’arrivo in Italia.

Domande frequenti

Un cittadino UE può arrivare senza visto?

Sì, in linea generale non serve un visto. Se però il soggiorno dura oltre 3 mesi, va considerata l’iscrizione anagrafica al Comune e la documentazione richiesta per dimostrare le condizioni del soggiorno.

Per un au pair non UE basta una lettera d’invito della famiglia?

No. La lettera o l’accordo della famiglia può essere utile, ma non sostituisce il percorso ufficiale richiesto per l’ingresso e il soggiorno in Italia.

L’au pair può fare le pulizie e badare ai bambini tutto il giorno?

No, questo si allontana dall’idea di scambio culturale. I compiti devono essere limitati, proporzionati e compatibili con un soggiorno au pair.

La famiglia deve pensare anche alla sanità?

Sì. È importante verificare prima della partenza quale copertura sanitaria si applica, specialmente per le persone non UE o nei soggiorni più lunghi.