Diventare Au Pair: Pro e Contro

Hai ancora dei dubbi e non hai ancora deciso se diventare Au Pair oppure no? Non sarà certo leggendo l’articolo di un blog online che farai definitivamente mente locale, spazzerai via le tue paure o acquisirai il coraggio necessario per prendere la scelta, ma in ogni caso questa lettura potrebbe tornarti utile per soppesare a mente fredda ed un poco più razionale quali sarebbero i reali benefici e quali gli svantaggi del diventare un/a ragazzo/a alla pari. Prima di prendere una decisione definitiva, dovresti dunque considerare e soppesare quali sono i Pro e i Contro che ci sono nel diventare Au Pair. Scopriamoli insieme!

Pro del diventare Au Pair

Vivere un’esperienza all’estero a basso costo.

Se vuoi partire per la tua prima esperienza all’estero con un budget limitato, la scelta migliore potrebbe essere proprio quella di diventare un Au Pair. Diventare Au Pair significa infatti ricevere vitto (tre pasti al giorno, giorni di ferie, malattia e vacanza compresi) ed alloggio (stanza privata, separata dal resto della famiglia, a volte con bagno) gratuiti da parte della famiglia ospitante. Da un mero punto di vista economico, diventare un Au Pair non implica affatto andare in contro a costi eccessivi, anzi. L’ammontare massimo di ore di lavoro alla settimana sarà di 30 ore lavorative, con il diritto ad almeno 1-2 giorni liberi alla settimana. Economicamente parlando è decisamente un pro!

Migliorare le proprie conoscenze linguistiche

Diventare Au Pair ha anche un altro grandissimo vantaggio. Fornisce la possibilità di incrementare il proprio sapere, il proprio bagaglio culturale, e non di meno le proprie abilità linguistiche. L’opportunità che offre il programma di scambio Au Pair è grande, e da un punto di vista puramente linguistico molto più utile di qualsiasi costosissimo corso di lingua intensivo. Quale modo migliore di imparare davvero una lingua se non quello di immergerti nella realtà quotidiana di una famiglia, essere sottoposto/a a stimoli linguistici nuovi durante tutto il corso della giornata, da componenti della famiglia di età diverse e senza la possibilità di rifugiarti nel “nido” della tua lingua natia? Altro pro dell’esperienza Au Pair.

Allargare il tuo nucleo famigliare

Il programma di scambio Au Pair ha alla sua base un contratto, in quanto deve regolamentare un servizio che viene prestato. Ciò che rende speciale però il rapporto tra il datore di lavoro (famiglia ospitante) e prestatore dell’opera (Au Pair) è che quest’ultimo non sarà un lavoratore dipendente, bensì “alla pari”.  Alla base del programma di scambio c’è la possibilità di ampliare i confini territoriali-affettivi del proprio nucleo famigliare. Quanta ricchezza personale ti arrecherà l’arrivare ad avere due mamme, due papà, e tantissimi fratelli e sorelle? Per questo quando si parla di esperienza Au Pair, non la si considera propriamente come un’esperienza lavorativa, quanto più una via di mezzo tra un lavoro ed un programma di scambio culturale, internazionale. Per molti rappresenta un ponte tra la fine degli studi e l’inizio dell’università, oppure delle prime esperienze lavorative.

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Contro del diventare Au Pair:

Sottostare ad un nuovo regime di regole domestiche

Si sa, ogni paese ha i propri usi e costumi così come ogni famiglia ha il suo proprio sistema di regole non scritte. Uno dei possibili contro connessi del diventare Au Pair sarà quello di dover fronteggiare un nuovo regime di regole famigliari, che potrebbero scontrarsi con tutto ciò che ti è stato insegnato o con tutto ciò che la tua famiglia ti ha sempre cercato di trasmettere. Che fare dunque? Remare contro le nuove regole o assecondarle? La verità potrebbe trovarsi in un compromesso, in un punto mediano. Di certo non devi credere di essere depositario/a a priori della “giusta” educazione o delle giuste regole di comportamento. Sicuramente ci sono dei lati positivi nel sistema di educazione delle famiglie italiane, così come però ci sono grandi pecche. Riscontrerai lo stesso nel sistema educativo del tuo nuovo paese ospitante. Un ponderato equilibrio tra i due sistemi, potrebbe risultare il metodo vincente ed in questo caso anche tu potresti apprendere qualcosa di nuovo.

Nostalgia

Un piccolo-grande paletto dell’esperienza come Au-Pair sarà quella di gestire l’inevitabile mancanza, nostalgia, malinconia, Heimweh, che inizialmente ed inevitabilmente proverai verso tutti coloro e tutto ciò che hai lasciato a casa. Si sopravvive, però! Fa parte di uno di quei momenti di passaggio contro cui dovrai andare a sbattere e che fa parte del pacchetto-esperienza Au Pair. Una di quelle crisi da cui uscirai potendo dire di essere cresciuto/a, e di avere scelto per la seconda volta, più consapevolmente, di fare l’Au Pair. Per ulteriori suggerimenti sul come gestire la nostalgia leggi questo post.

Pro o contro?

  • Cultura e realtà differenti: quest’ultimo punto sta a metà strada tra i pro e i contro del diventare Au Pair. Personalmente non lo inserirei tra i contro. Dovendo rivolgermi con questo blog ai più ed essendo opinione comune il fatto che rappresenti un punto “contro”, lo inserirò tra questi (discostandomene). Uno dei requisiti necessari per diventare Au Pair è scegliere un paese ospitante diverso da quello della tua provenienza, così come una famiglia ospitante che parli una lingua differente dalla tua lingua madre. Lo schock e l’innamoramento della nuova cultura avrà come minimo comune denominatore la scoperta.

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